Si sa: il pianeta ha bisogno del contributo di tutti per non andare in malora. Le statistiche rivelano che noi donne, nella stragrande maggioranza, siamo più sensibili ai problemi ambientali, convinte ecologiste e attente al riciclo dei materiali. Per questo, vi consigliamo una lettura davvero interessante: “Un anno a Impatto Zero” (Cairo Ed. – pp. 288 – 14,50 euro) dove lo scrittore Colin Beavan racconta i 365 giorni in cui, con moglie e figlioletta, ha vissuto nella sua casa di Manhattan seguendo un protocollo che riduceva, scientificamente, di ¾ il “potere inquinante” di una famiglia media di una metropoli occidentale.
UN ESPERIMENTO CHE FA RIFLETTERE
Ogni giorno, più o meno consapevolmente, sfruttiamo oltre 50 chili di risorse naturali (acqua, cibi, petrolio, ecc.) utilizzando quasi sempre tecnologie altamente inquinanti (detersivi, prodotti per l’igiene, materiali non biodegradabili). Eliminare tutto questo è possibile a patto di privarsi del 90% dei benefici che il progresso ci offre e accettando di tornare ai tempi di Neanderthal. Doccia veloce, saponi naturali, niente auto, bucato a mano, no alla tv; per non parlare del veto assoluto ad aerei, giornali e riviste, abiti in tessuti tech.
IMPATTO ZERO E SOCIETA’ MODERNA
L’esperienza di Beavan documenta un orribile paradosso dei nostri tempi: parliamo tanto di ecologia, ma la nostra organizzazione sociale sembra essere il più grande ostacolo da superare se vogliamo vivere davvero ad impatto zero. Inquinare fa parte del nostro dna, rinunciarci significa destabilizzare nel profondo tutti i costumi di vita contemporanei: davvero un bel problema.
Noi donne, soprattutto se abbiamo una famiglia, dobbiamo fare uno sforzo in più, oltre a chiudere i rubinetti e a separare l’immondizia: è ora di analizzare con chiarezza e onestà i nostri comportamenti, mettere a fuoco gli sprechi e capire quanti sforzi richiede migliorare la situazione, magari prendendo esempio dai piccoli consigli che troviamo nel libro.
Un atteggiamento consapevole è il primo passo per “ecologizzare” la nostra vita e rendere meno inquinata anche la nostra coscienza.