
Sono circa 3 milioni gli italiani che soffrono di DCA, Disturbi del Comportamento Alimentare. La teen-ager di buona famiglia che rifiuta il cibo, la studentessa uiversitaria che vomita di nascosto sono solo la punta dell’iceberg: oggi i problemi alimentari coinvolgono sempre più uomini, moltissimi bambini e la fascia d’eta si è allargata in un range che va dai 10 ai 45 anni, in pratica solo gli anziani si salvano!
I DISTURBI ALIMENTARI SONO VERE E PROPRIE MALATTIE
La scienza e l’informazione fanno moltissimo per trovare cure efficaci e per tenerci costantemente informati su quella che è una vera e propria malattia, ma molto c’è ancora da fare anche perché la maggior parte di noi non sa, non vuole, non riesce a capire i segnali e i sintomi del problema.
Anoressia e bulimia sono i disordini più frequenti e conosciuti, cui si aggiunge la Bigoressia, che colpisce soprattutto i maschi adolescenti ossessionati dalla forma fisica, che si sfiniscono in palestra e poi digiunano per paura di ingrassare. Completa il quadro il Disturbo da Alimentazione Incontrollata che è il classico “attacco di fame delle due di notte” in cui tutte noi siamo incappate almeno una volta: divoriamo tutto il frigorifero senza riuscire a controllarci perché ci sentiamo depresse, sotto stress o insoddisfatte, poi siamo prese da violenti sensi di colpa e ci sentiamo uno schifo. Beh, se questa storia si ripete un po’ troppo spesso, prima o poi si trasformerà in un impulso incontrollabile e, quindi, in un vero e proprio DCA.
COMPRENDERE E AMMETTERE IL PROBLEMA
Ammettere l’esistenza di un problema e desiderare di risolverlo è il passo più importante verso la guarigione: perdere tempo o fare orecchie da mercante è uno sbaglio che si paga carissimo. Se abbiamo dei dubbi su nostro figlio, su una nipote, una collega, l’importante è chiedere e provare a creare un dialogo: parlare onestamente del disturbo è il primissimo step verso la guarigione.
Come per le tossicodipendenze e per i disagi psichiatrici, il percorso di guarigione non può essere fatto autonomamente ma va seguito da esperti. Oggi il protocollo d’azione è chiaro, efficace e si basa sull’intervento multidisciplinare di psicoterapeuta e nutrizionista: si organizzano incontri di un’ora due o tre volte a settimana e di solito è prevista la presenza di tutta la famiglia.
CURARE E GUARIRE PER SEMPRE
E’ comunque fondamentale agire tempestivamente: se vediamo che nostra figlia di 12 anni rifiuta sistematicamente il cibo, non nascondiamoci dietro un semplicistico “ma vah… è troppo piccola” e consultiamo subito uno dei 150 centri specializzati in DCA presenti in ogni regione.
Privarsi del cibo è una tremenda violenza che facciamo al nostro corpo, perché dimostra in modo lampante uno squilibrio psicologico e una nevrosi cui non dobbiamo e non possiamo lasciar spazio. La vita è troppo bella per non essere assaporato ogni giorno.
Secondo me, sarà un banalissimo “luogo comune”, ma i messaggi sbagliati arrivano direttamente dalla televisione: “Se non sei magra non sei nessuno”, “se non sei bella e tonica non sei nessuno”, “se non ti entra la taglia 42 sei out” Per esempio quando mai nelle grandi catene di negozi famosissime fra le più giovani, senza far nomi, esistono taglie al di sopra del 42/44???) Per non parlare degli splendidi speciali-moda che fanno vedere donne scheletriche…
Purtroppo è la società di oggi che ci “costringe” a essere magre!!!
Non è solo una questione di televisione,magazine o moda.
Anche nel campo lavorativo, per esempio,molti capi richiedono la bella presenza che al 99% delle volte corrisponde a magrezza!!!!
Se sei anche solo una 46, sei una grassona,non vieni presa in considerazione,vieni emarginata e derisa, ovunque!!!
E questo nn è bello!!!
Puoi essere la più intelligente del mondo,ma sei nn sei magra e carina sei invisibile!!!